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Energy Manager nel 2026: quando è obbligatorio, cosa porta in azienda e come si nomina

L’Energy Manager (o Responsabile per l’Efficienza Energetica) è una figura professionale che gestisce la politica energetica aziendale. Per alcune imprese è un obbligo di legge — per tutte le altre è una scelta che può valere decine di migliaia di euro di risparmio e incentivi sbloccati.


Chi è obbligato a nominare un Energy Manager

Il D.Lgs. 102/2014 obbliga alla nomina di un Energy Manager (o Esperti di Gestione dell’Energia — EGE) le imprese con consumi energetici annui superiori a:

  • 10.000 TEP/anno nel settore industriale (equivale a circa 116 GWh di energia elettrica)
  • 1.000 TEP/anno negli altri settori (terziario, servizi, PA)

Quante sono in Italia: circa 3.500 imprese nell’industria e 5.000 nei servizi hanno l’obbligo di nomina.

La scadenza annuale: La nomina (o conferma) dell’Energy Manager va comunicata al FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia) entro il 30 aprile di ogni anno tramite il portale FIRE.

Sanzione per mancata nomina: Da 2.582 a 25.822 euro per ogni anno di mancata nomina.


Cosa fa concretamente un Energy Manager

L’Energy Manager è il referente interno per la gestione energetica aziendale. Le sue responsabilità principali:

  • Monitoraggio continuo dei consumi energetici per vettore e per reparto
  • Identificazione delle opportunità di risparmio energetico
  • Gestione delle relazioni con fornitori di energia e con il GSE
  • Coordinamento delle pratiche per Certificati Bianchi e altri incentivi
  • Supervisione degli investimenti in efficienza e rinnovabili
  • Reportistica energetica per il management

L’Energy Manager può essere:

  • Un dipendente interno formato e certificato (EGE — Esperto in Gestione dell’Energia, norma UNI CEI 11339)
  • Un professionista esterno (consulente) con mandato scritto

Perché conviene anche per le PMI non obbligate

Per le PMI sotto le soglie obbligatorie, nominare un Energy Manager (anche esterno a progetto) porta tre vantaggi concreti:

Vantaggio 1 — Accesso ai Certificati Bianchi: Le imprese che hanno nominato l’Energy Manager possono presentare direttamente domanda al GSE per i TEE — senza passare per una ESCo. Questo significa trattenere internamente il valore dei TEE invece di cederlo all’intermediario.

Vantaggio 2 — Transizione 5.0: La certificazione del risparmio energetico richiesta dalla Transizione 5.0 è molto più semplice quando c’è un Energy Manager che ha già il monitoraggio dei consumi attivo.

Vantaggio 3 — Risparmio strutturale: Un Energy Manager ben impostato riduce mediamente i consumi energetici del 10-20% nel primo anno — solo attraverso ottimizzazioni comportamentali e operative senza investimenti.

Per una PMI con bolletta energetica di 100.000 euro/anno: Risparmio del 15% = 15.000 euro/anno. Il costo di un EM esterno a progetto: 5.000-10.000 euro/anno. ROI: positivo dal primo anno.


Come si certifica un Energy Manager (EGE)

La certificazione EGE (norma UNI CEI 11339) è il titolo professionale riconosciuto per gli Energy Manager. Si ottiene tramite esami presso enti certificatori accreditati (ACCREDIA).

I requisiti per la certificazione:

  • Formazione specifica in gestione energetica (corsi riconosciuti FIRE o equivalenti)
  • Esperienza documentata nel settore energetico
  • Superamento dell’esame teorico-pratico

Chi vuole diventare EGE: FIRE offre corsi di formazione specifici e gestisce il registro degli Energy Manager certificati.


Fonti: D.Lgs. 102/2014 (Energy Manager obbligatorio), FIRE portale nomina 2026, norma UNI CEI 11339, Imprendo24. Aggiornamento: maggio 2026.

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