L’Energy Manager (o Responsabile per l’Efficienza Energetica) è una figura professionale che gestisce la politica energetica aziendale. Per alcune imprese è un obbligo di legge — per tutte le altre è una scelta che può valere decine di migliaia di euro di risparmio e incentivi sbloccati.
Chi è obbligato a nominare un Energy Manager
Il D.Lgs. 102/2014 obbliga alla nomina di un Energy Manager (o Esperti di Gestione dell’Energia — EGE) le imprese con consumi energetici annui superiori a:
- 10.000 TEP/anno nel settore industriale (equivale a circa 116 GWh di energia elettrica)
- 1.000 TEP/anno negli altri settori (terziario, servizi, PA)
Quante sono in Italia: circa 3.500 imprese nell’industria e 5.000 nei servizi hanno l’obbligo di nomina.
La scadenza annuale: La nomina (o conferma) dell’Energy Manager va comunicata al FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia) entro il 30 aprile di ogni anno tramite il portale FIRE.
Sanzione per mancata nomina: Da 2.582 a 25.822 euro per ogni anno di mancata nomina.
Cosa fa concretamente un Energy Manager
L’Energy Manager è il referente interno per la gestione energetica aziendale. Le sue responsabilità principali:
- Monitoraggio continuo dei consumi energetici per vettore e per reparto
- Identificazione delle opportunità di risparmio energetico
- Gestione delle relazioni con fornitori di energia e con il GSE
- Coordinamento delle pratiche per Certificati Bianchi e altri incentivi
- Supervisione degli investimenti in efficienza e rinnovabili
- Reportistica energetica per il management
L’Energy Manager può essere:
- Un dipendente interno formato e certificato (EGE — Esperto in Gestione dell’Energia, norma UNI CEI 11339)
- Un professionista esterno (consulente) con mandato scritto
Perché conviene anche per le PMI non obbligate
Per le PMI sotto le soglie obbligatorie, nominare un Energy Manager (anche esterno a progetto) porta tre vantaggi concreti:
Vantaggio 1 — Accesso ai Certificati Bianchi: Le imprese che hanno nominato l’Energy Manager possono presentare direttamente domanda al GSE per i TEE — senza passare per una ESCo. Questo significa trattenere internamente il valore dei TEE invece di cederlo all’intermediario.
Vantaggio 2 — Transizione 5.0: La certificazione del risparmio energetico richiesta dalla Transizione 5.0 è molto più semplice quando c’è un Energy Manager che ha già il monitoraggio dei consumi attivo.
Vantaggio 3 — Risparmio strutturale: Un Energy Manager ben impostato riduce mediamente i consumi energetici del 10-20% nel primo anno — solo attraverso ottimizzazioni comportamentali e operative senza investimenti.
Per una PMI con bolletta energetica di 100.000 euro/anno: Risparmio del 15% = 15.000 euro/anno. Il costo di un EM esterno a progetto: 5.000-10.000 euro/anno. ROI: positivo dal primo anno.
Come si certifica un Energy Manager (EGE)
La certificazione EGE (norma UNI CEI 11339) è il titolo professionale riconosciuto per gli Energy Manager. Si ottiene tramite esami presso enti certificatori accreditati (ACCREDIA).
I requisiti per la certificazione:
- Formazione specifica in gestione energetica (corsi riconosciuti FIRE o equivalenti)
- Esperienza documentata nel settore energetico
- Superamento dell’esame teorico-pratico
Chi vuole diventare EGE: FIRE offre corsi di formazione specifici e gestisce il registro degli Energy Manager certificati.
Fonti: D.Lgs. 102/2014 (Energy Manager obbligatorio), FIRE portale nomina 2026, norma UNI CEI 11339, Imprendo24. Aggiornamento: maggio 2026.
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