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Fotovoltaico e fulmini: serve davvero il parafulmine? Tutta la verità

Tra le obiezioni che emergono quando si parla di installazione di pannelli solari, c’è quella dei fulmini. “Ma se cade un fulmine sul tetto con i pannelli?” è una domanda che viene fatta regolarmente, e non è illegittima: i pannelli solari sono strutture metalliche montate sul punto più alto dell’edificio, e l’intuizione suggerisce che possano attirare i fulmini. Ma l’intuizione, in questo caso, è in gran parte sbagliata. E la normativa italiana, che è molto precisa sulla questione, lo conferma.

I pannelli solari attirano i fulmini?

La risposta è no, o meglio: non più di qualsiasi altra struttura metallica sul tetto. I pannelli fotovoltaici sono montati su strutture di supporto in alluminio o acciaio zincato, che sono materiali conduttori. In teoria, una struttura conduttrice esposta può fungere da “terminale di captazione” per un fulmine. In pratica, però, i pannelli solari non aumentano significativamente il rischio di fulminazione dell’edificio per diverse ragioni.

La prima ragione è che i pannelli solari sono piccoli e bassi. I fulmini colpiscono preferibilmente i punti più alti nel raggio di centinaia di metri. Se la tua casa è in un contesto urbano o suburbano con palazzi, alberi, tralicci o camini più alti del tuo tetto, il rischio che il fulmine scelga proprio i tuoi pannelli è infinitesimo. I pannelli sono tipicamente installati a 10-15 cm sopra il tetto, il che non li rende apprezzabilmente più alti rispetto alla grondaia o al comignolo del camino.

La seconda ragione è che l’alluminio dei telai dei pannelli, pur essendo conduttivo, ha una sezione relativamente piccola e non offre un percorso a bassa impedenza verso terra come lo farebbe una vera asta parafulmine. Un fulmine “preferisce” il percorso di minor resistenza, e il telaio del pannello, senza un cavo di scarico dedicato di sezione adeguata, non è un percorso attraente.

La terza ragione è statistica. In Italia cadono mediamente 1-2 fulmini per chilometro quadrato all’anno (con punte di 4-6 nei mesi estivi nelle zone interne del Nord e nelle aree appenniniche). La probabilità che un fulmine colpisca il tuo tetto è già bassa di per sé (dell’ordine di 1 su 100.000 all’anno per un edificio standard), e l’aggiunta di pannelli solari non modifica questa probabilità in modo misurabile.

Cosa dice la normativa italiana

La questione è regolata da due norme tecniche che ogni installatore dovrebbe conoscere: la CEI 81-10 (Guida per la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione di sistemi fotovoltaici con potenza fino a 50 kW) e la CEI EN 62305 (Protezione contro i fulmini).

La CEI 81-10, al capitolo 7, stabilisce chiaramente che non è obbligatoria l’installazione di un sistema di protezione contro i fulmini (LPS — Lightning Protection System) specifico per l’impianto fotovoltaico. L’obbligo sussiste solo se l’edificio su cui è installato l’impianto è già soggetto all’obbligo di protezione fulmini in base alla norma CEI EN 62305, indipendentemente dalla presenza dei pannelli.

La CEI EN 62305 stabilisce i criteri per determinare se un edificio necessita di un sistema di protezione contro i fulmini, basandosi su una valutazione del rischio che tiene conto di: densità dei fulmini nella zona (dati disponibili per ogni provincia italiana), dimensioni dell’edificio, tipo di costruzione, presenza di persone, contenuto dell’edificio, e importanza della continuità del servizio elettrico. Se il rischio calcolato è superiore alla soglia di tollerabilità, serve il parafulmine. Se è inferiore, non serve.

In pratica, la maggior parte delle abitazioni residenziali e dei piccoli condomini in Italia non necessita di un sistema di protezione fulmini, con o senza pannelli solari. Le eccezioni sono edifici molto alti, isolati in zone collinari o montane con alta densità di fulmini, edifici con contenuto sensibile (ospedali, scuole, centri di calcolo), o edifici che per loro natura sono esposti (stazioni radio, torri di telecomunicazione, serbatoi di gas).

Cosa serve davvero: lo scaricatore di sovratensione

Mentre il parafulmine non è quasi mai necessario, c’è un dispositivo di protezione che è obbligatorio per ogni impianto fotovoltaico: lo scaricatore di sovratensione (SPD — Surge Protective Device), noto anche come “surge arrester” o “protezione contro le sovratensioni transienti”.

Lo scaricatore di sovratensione non protegge dall’impatto diretto del fulmine sul pannello (per quello servirebbe un vero sistema di protezione fulmini), ma protegge l’impianto fotovoltaico e gli apparecchi collegati dalle sovratensioni indotte — cioè le improvvishe impennate di tensione che si propagano attraverso la rete elettrica quando un fulmine cade nelle vicinanze (anche a centinaia di metri di distanza). Queste sovratensioni indotte sono molto più frequenti degli impatti diretti e possono danneggiare l’inverter, il sistema di monitoraggio e gli elettrodomestici della casa.

La norma CEI 81-10 prescrive l’installazione di scaricatori di sovratensione sia sul lato DC (corrente continua, tra i pannelli e l’inverter) sia sul lato AC (corrente alternata, tra l’inverter e il contatore). Gli scaricatori DC sono generalmente integrati nell’inverter dai produttori (verificalo nella scheda tecnica), mentre lo scaricatore AC va installato nel quadro elettrico di casa, se non è già presente.

Un kit di scaricatori di sovratensione (DC + AC) costa 150-400 euro, installazione inclusa. È una spesa modesta che protegge un investimento di migliaia di euro, e va richiesta espressamente all’installatore come parte dell’impianto.

Messa a terra: la protezione silenziosa

Un aspetto spesso sottovalutato è la messaa terra dell’impianto fotovoltaico. Tutte le strutture metalliche di supporto dei pannelli (telai, profili, guide) devono essere collegate al sistema di messa a terra dell’edificio. Questo non protegge direttamente dai fulmini, ma è essenziale per la sicurezza elettrica dell’impianto e riduce i rischi in caso di sovratensioni.

La norma CEI 64-8 (Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua) richiede che l’impianto fotovoltaico sia collegato al sistema di messa a terra dell’edificio tramite un conduttore di protezione di sezione adeguata (generalmente 6-10 mm² in rame, a seconda della potenza dell’impianto).

Se la tua casa ha un impianto di messa a terra conforme alla norma (e in Italia è obbligatorio dal 1990 per gli edifici nuovi e dal 2008 per gli immobili esistenti oggetto di ristrutturazione), il collegamento dei pannelli alla messa a terra è un’operazione semplice e a basso costo. Se la casa non ha la messa a terra, è il caso di farla realizzare prima o contestualmente all’installazione del fotovoltaico.

Cosa fare se un fulmine colpisce il tuo impianto

Se un fulmine colpisce direttamente i tuoi pannelli (evento rarissimo ma non impossibile), i danni possono variare da modesti a catastrofici. Nella maggior parte dei casi, il danno si concentra sull’inverter, che è il componente più sensibile alle sovratensioni. I moduli fotovoltaici sono sorprendentemente resistenti ai fulmini: le celle di silicio sono incapsulate in vetro temperato e resina EVA, che offrono una buona protezione meccanica ed elettrica.

Se sospetti che il tuo impianto sia stato colpito da un fulmine (dopo un temporale violento, l’impianto non produce più o l’inverter segnala un errore), ecco cosa fare:

  1. Non toccare l’impianto. Il rischio di elettruzione è reale se il sistema di messa a terra è stato danneggiato.
  2. Controlla il display dell’inverter per eventuali codici di errore.
  3. Contatta il tuo installatore o un tecnico qualificato per una verifica.
  4. Se l’inverter è guasto, fai sostituire lo scaricatore di sovratensione (anche se sembra ancora funzionante: dopo una scarica significativa, lo scaricatore potrebbe aver esaurito la sua capacità protettiva).
  5. Verifica la copertura assicurativa. Moltissime polizze assicurative casa (capofamiglia) coprono i danni da fulmine. Controlla il tuo contratto e, se necessario, fai una denuncia di sinistro.

Per le assicurazioni, vale la pena spendere due parole. L’assicurazione casa base copre generalmente i danni da eventi atmosferici, inclusi i fulmini. Se hai un impianto fotovoltaico, comunica all’assicurazione la sua esistenza e il suo valore, per evitare che in caso di danno il risarcimento sia contestato. Alcune assicurazioni offrono garanzie specifiche per impianti fotovoltaici a un costo aggiuntivo molto moderato (20-50 euro all’anno).


Riferimenti:

  • CEI 81-10 — Guida per la progettazione, esecuzione e manutenzione di sistemi fotovoltaici
  • CEI EN 62305 — Protezione contro i fulmini (Parte 1-4)
  • CEI 64-8 — Impianti elettrici utilizzatori
  • ARPAF (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) — mappa densità fulmini per regione
  • Istituto Italiano di Medicina Atmosferica e Climatologia — dati fulmini Italia
  • Assicurazione RCT Capofamiglia — condizioni generali per danni da eventi atmosferici
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