Quanto si guadagna davvero in una CER nel 2026? La risposta dipende dal ruolo (produttore o consumatore), dalla taglia dell’impianto, dalla quota di energia effettivamente condivisa e dalla zona geografica. Questa guida fa i calcoli concreti per i profili più comuni.
La struttura dell’incentivo GSE
L’incentivo CER è composto da due parti. La prima è la tariffa incentivante GSE: per ogni kWh di energia virtualmente condivisa tra un produttore e un consumatore della stessa CER, il GSE eroga una tariffa tra 60 e 120 €/MWh (6-12 centesimi per kWh) per 20 anni. La tariffa esatta dipende dalla taglia dell’impianto, dalla zona geografica e dall’accesso al contributo PNRR. La seconda è il corrispettivo ARERA di circa 8 €/MWh sull’energia condivisa.
Totale incentivo medio per impianti sotto 200 kW in zona Centro-Sud: circa 110-120 €/MWh = 11-12 centesimi per kWh condiviso.
Esempio produttore: impianto 10 kWp, CER in Campania
Produzione annua impianto 10 kWp in Campania: circa 14.000 kWh. Autoconsumo diretto del produttore: 6.000 kWh (43%). Energia condivisa nella CER: 8.000 kWh (57%).
Incentivo GSE su 8.000 kWh × 0,115 €/kWh = 920 euro/anno per 20 anni. Risparmio bolletta su autoconsumo diretto: 6.000 × 0,22 = 1.320 euro/anno. Ritiro energia rimanente non condivisa: già incluso nel calcolo dell’energia condivisa. Beneficio totale produttore: ~2.240 euro/anno (contro ~1.600 euro/anno senza CER, solo con scambio sul posto).
Esempio consumatore senza impianto in una CER
Un nucleo familiare che aderisce alla CER come puro consumatore. Consumi annui: 3.500 kWh, di cui 1.200 kWh coincidono temporalmente con la produzione della CER (energia condivisa ricevuta).
Quota incentivo GSE distribuita al consumatore su 1.200 kWh: tipicamente il 30-40% della tariffa incentivante totale → circa 0,04 €/kWh × 1.200 = 48 euro/anno. Risparmio sulle componenti di rete: ulteriori 15-25 euro. Beneficio consumatore: 60-80 euro/anno senza alcun investimento.
Come viene distribuito l’incentivo tra i membri
Lo statuto della CER definisce le regole di distribuzione dell’incentivo. Le formule più comuni sono: proporzionale all’energia condivisa (chi condivide di più guadagna di più), proporzionale alla quota di partecipazione (come in una cooperativa), o con una quota fissa uguale per tutti più una variabile proporzionale. Non esiste un formato obbligatorio — la flessibilità è una delle caratteristiche che rende le CER adattabili a contesti diversi.
Per i privati e le persone fisiche, l’incentivo CER ricevuto non costituisce reddito imponibile IRPEF se la CER è costituita come associazione non riconosciuta o ente del Terzo Settore e le somme vengono redistribuite ai soci come riduzione della bolletta. Per le aziende e i soggetti IRES, i proventi della CER sono imponibili come reddito d’impresa. La struttura fiscale va valutata con un commercialista in fase di costituzione della CER.
L’incentivo GSE per le CER ha durata di 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. Dopo i 20 anni l’impianto continua a produrre (la vita utile media dei pannelli è 25-30 anni) ma l’incentivo GSE cessa. L’energia prodotta può continuare a essere condivisa nella CER senza incentivo, continuando a generare risparmio per i membri.
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Fonti: Decreto MASE 414/2023, GSE — Regolamento CER 2024. Aggiornato maggio 2026.
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