Il 2026 è un anno di transizione normativa per le CER italiane. Il Decreto MASE 414/2023 ha reso operativo il sistema degli incentivi, il D.L. 19/2026 ha rifinanziato il programma e prorogato alcune scadenze. Chi vuole ancora accedere al contributo PNRR ha una finestra precisa da non perdere.
La tariffa incentivante GSE: struttura e importi
L’incentivo principale per le CER è la tariffa incentivante GSE, composta da due componenti:
Tariffa incentivante base: varia in base alla taglia dell’impianto. Per impianti fino a 200 kW: 120 €/MWh al Sud (Zone A e B), 110 €/MWh al Centro (Zone C e D), 100 €/MWh al Nord (Zona E). Per impianti tra 200 kW e 600 kW: 110/100/90 €/MWh rispettivamente. Per impianti oltre 600 kW: 90/80/70 €/MWh.
Corrispettivo ARERA: componente aggiuntiva di circa 8 €/MWh su tutta l’energia condivisa — è una riduzione degli oneri di sistema sulla quota condivisa.
La tariffa si applica per 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto produttore incluso nella CER. È indicizzata annualmente all’inflazione con un meccanismo di deflatore.
Il contributo PNRR: fino al 40% dei costi
Per le CER costituite nei Comuni sotto 50.000 abitanti, il PNRR prevede un contributo in conto capitale fino al 40% dei costi di investimento per la realizzazione degli impianti. Questo si somma alla tariffa incentivante GSE — non sono alternativi.
Scadenza critica: la finestra per accedere al contributo PNRR si chiude con le risorse disponibili — il D.L. 19/2026 ha rifinanziato il fondo ma le domande vengono accolte in ordine cronologico fino a esaurimento. Le Regioni hanno bandi propri con scadenze diverse — verificare sul sito della propria Regione.
Le novità del D.L. 19/2026
Il Decreto-Legge 19/2026 (in vigore da marzo 2026) ha introdotto tre novità rilevanti per le CER. Prima: ha rifinanziato il fondo GSE per le tariffe incentivanti con nuove risorse per il periodo 2026-2030 — eliminando il rischio di esaurimento dei fondi nel breve termine. Seconda: ha semplificato la procedura di accreditamento GSE per le CER con meno di 10 soci, riducendo la documentazione richiesta. Terza: ha esteso la possibilità di includere impianti di storage (batterie) nel perimetro della CER, valorizzando anche l’energia accumulata e rilasciata nell’ambito della comunità.
Le regole operative: cosa è cambiato rispetto al 2025
Dal 2025 al 2026 il quadro è rimasto sostanzialmente stabile — il Decreto MASE 414/2023 è la norma di riferimento. Le modifiche operative riguardano principalmente: l’estensione degli impianti eleggibili (ora includono anche idroelettrico e biomasse, non solo fotovoltaico ed eolico), la semplificazione del meccanismo di rendicontazione per le CER sotto 1 MW di potenza totale installata, e i nuovi codici identificativi per i POD nelle comunicazioni al GSE.
La tariffa incentivante è garantita per 20 anni dalla data del contratto con il GSE, con indicizzazione annuale all’inflazione. Non può essere ridotta retroattivamente per i contratti già firmati — è un diritto acquisito. Questo è uno degli elementi che rende le CER un investimento stabile per i soci produttori: certezza del flusso di ricavi per vent’anni.
Sì. Il contributo PNRR (fino al 40% dei costi di investimento) e la tariffa incentivante GSE (per 20 anni sull’energia condivisa) sono cumulabili. Non sono alternativi. Il contributo PNRR riduce l’investimento iniziale, mentre la tariffa GSE remunera la produzione nel tempo. È una delle combinazioni incentivanti più favorevoli disponibili in Italia nel 2026.
→ Hub CER 2026
→ Come aderire: procedura completa
→ Quanto si guadagna
Fonti: Decreto MASE 414/2023, D.L. 19/2026, GSE — Regole tecniche CER 2026. Aggiornato maggio 2026.
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