Installare un impianto fotovoltaico sulla prima casa nel 2026 ti permette di recuperare il 50% della spesa in 10 anni attraverso la dichiarazione dei redditi. Con un impianto da 6 kWp che costa circa 8.000-10.000 euro, recuperi 4.000-5.000 euro in 10 rate annuali da 400-500 euro. Questa guida spiega tutto quello che devi fare per non perdere il beneficio.
Cosa prevede la detrazione 50% nel 2026
Nel 2026 restano attivi i principali incentivi per il fotovoltaico, con detrazione del 50% per la prima casa e 36% per le seconde case, fino a un massimale di 96.000 euro.
In ambito residenziale, è stata confermata la detrazione fiscale del 50% sulle prime case, valida per l’installazione di impianti fotovoltaici fino a 20 kW anche senza interventi di ristrutturazione (art. 16-bis TUIR). Questo vuol dire che puoi avere accesso a questo incentivo anche se non ti interessa effettuare ulteriori modifiche alla tua casa e vuoi invece limitarti a installare un impianto fotovoltaico.
I punti chiave:
- Aliquota: 50% per la prima casa, 36% per la seconda
- Massimale di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare
- La detrazione massima ottenibile è pari a 48.000 euro, da suddividere in 10 rate annuali di pari importo.
- Scadenza attuale: 31 dicembre 2026
- Inclusi: sistemi di accumulo (batterie), colonnine di ricarica EV se abbinate all’impianto
Quanto recuperi concretamente: la tabella
| Dimensione impianto | Costo stimato | Detrazione 50% | Risparmio annuo in 10 anni |
|---|---|---|---|
| 3 kWp (piccola abitazione) | 5.000 € | 2.500 € | 250 €/anno |
| 6 kWp (abitazione media) | 9.000 € | 4.500 € | 450 €/anno |
| 10 kWp (casa grande) | 14.000 € | 7.000 € | 700 €/anno |
| 6 kWp + batteria 10 kWh | 16.000 € | 8.000 € | 800 €/anno |
Costi orientativi 2026. La detrazione si ottiene solo se si ha sufficiente IRPEF da scaricare ogni anno.
Chi può accedervi
Possono accedere alle agevolazioni tutti i contribuenti soggetti a IRPEF che sostengono le spese documentate, tra cui:
- Proprietari dell’abitazione principale
- Inquilini con contratto regolare (se sostengono la spesa)
- Usufruttuari
- Familiari conviventi del proprietario
Attenzione: la detrazione vale solo se hai abbastanza IRPEF da pagare ogni anno. Chi è in regime forfettario o ha redditi molto bassi recupera meno o nulla.
Le 4 cose da fare per non perdere la detrazione
1. Pagare con bonifico parlante I pagamenti devono essere effettuati esclusivamente tramite bonifico parlante, indicando la causale specifica per le detrazioni fiscali, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o codice fiscale dell’impresa esecutrice.
La causale corretta è: “Pagamento per interventi di ristrutturazione edilizia ai sensi dell’art. 16-bis DPR 917/86 — Codice fiscale beneficiario [CF] — P.IVA esecutore [numero]”
Niente contanti, assegni o carte di credito — la detrazione decade.
2. Comunicazione ENEA entro 90 giorni Entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, è necessario inviare all’ENEA la scheda tecnica descrittiva dell’intervento, in ottemperanza agli obblighi di monitoraggio e gestione energetica nazionale.
Si fa online su portale.efficienzaenergetica.enea.it. Senza questa comunicazione la detrazione decade.
3. Conservare tutta la documentazione
- Fattura dell’installatore con descrizione tecnica
- Ricevuta del bonifico parlante
- Scheda tecnica dell’impianto
- Attestato di allacciamento alla rete (pratiche GSE)
- Ricevuta della comunicazione ENEA
4. Dichiarare nel 730 o Modello Redditi La detrazione si recupera inserendo la spesa nel quadro E del Modello 730 (o quadro RP del Modello Redditi) — rigo E41, codice 4 per interventi di recupero edilizio.
Cosa NON è più possibile fare dal 2023
Dal 2023 non è più possibile cedere il credito o ottenere lo sconto in fattura. Resta valida solo la detrazione diretta in dichiarazione (10 rate annuali).
Questo è il cambiamento più importante rispetto al periodo Superbonus: devi avere IRPEF sufficiente ogni anno per sfruttare la detrazione. Se hai redditi bassi o sei in regime forfettario, valuta attentamente la convenienza prima di procedere.
La detrazione si cumula con altri incentivi?
Il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con le detrazioni fiscali statali (Bonus Casa, Ecobonus) sullo stesso intervento. È invece cumulabile con incentivi regionali.
In pratica: non puoi prendere sia il 50% che il Conto Termico sullo stesso impianto fotovoltaico. Ma puoi combinare la detrazione 50% con eventuali contributi regionali.
Fonti: art. 16-bis DPR 917/86, Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), portale ENEA, GSE. Aggiornamento: maggio 2026.
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