Horizon Europe è il programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione, con un budget di 95,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Per chi lavora nel settore dell’energia, il programma offre opportunità di finanziamento che spesso vengono ignorate a favore di strumenti più noti come il LIFE o l’Innovation Fund. Errore, perché Horizon Europe finanzia la fase di ricerca e sviluppo — quella in cui le tecnologie vengono inventate, testate e validate — e senza questa fase non ci sarebbero neanche i progetti che vanno a finanziare gli altri programmi. Per l’Italia, che ha un sistema della ricerca forte ma frammentato, Horizon Europe è uno strumento strategico. Vediamo come funziona per i progetti energetici e climatici nel 2026.
Il Cluster 5: dove cercare i bandi per l’energia
Horizon Europe è organizzato in “cluster” tematici, e il Cluster 5 (Climate, Energy and Mobility) è quello che raccoglie tutti i bandi relativi all’energia e alla mobilità sostenibile. Per il biennio 2025-2026 (Work Programme 2025-2026), il Cluster 5 ha una dotazione di circa 2,5 miliardi di euro, distribuiti su diverse destinazioni:
- Produzione di energia rinnovabile e integrazione in rete
- Efficienza energetica negli edifici e nell’industria
- Idrogeno verde e tecnologie fuel cell
- Cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS)
- Mobilità elettrica, idrogeno e combustibili sostenibili per i trasporti
- Osservazione della Terra e sistemi climatici
La peculiarità di Horizon Europe rispetto ad altri programmi UE è il requisito della ricerca e innovazione. Non basta un buon progetto applicativo: il progetto deve contenere un significativo componente di ricerca, intesa come generazione di nuova conoscenza, sviluppo di nuove tecnologie, o dimostrazione di soluzioni innovative in ambienti reali o quasi-reali. Questo significa che il progetto deve spingersi oltre lo “stato dell’arte” — non puoi candidarti per installare un impianto fotovoltaico standard, ma puoi candidarti per sviluppare un nuovo tipo di cella solare, un sistema di controllo intelligente per l’integrazione delle rinnovabili nella rete, o un modello innovativo di gestione dell’energia in una comunità locale.
Chi può partecipare e i requisiti del consorzio
I bandi Horizon Europe sono aperti a un’ampia gamma di soggetti: università, centri di ricerca pubblici e privati, imprese (grandi, medie e piccole), amministrazioni pubbliche, organizzazioni non profit. Il requisito fondamentale è la costituzione di un consorzio con almeno tre soggetti legalmente stabiliti in almeno tre Stati membri diversi dell’UE o Stati associati. Questo requisito del consorzio transnazionale è uno degli ostacoli principali per i progettisti italiani, ma è anche una delle caratteristiche più valorizzanti del programma: la ricerca collaborativa transfrontaliera produce risultati migliori della ricerca isolata.
Per le piccole e medie imprese, Horizon Europe offre condizioni agevolate. Le PMI che partecipano come partner in un consorzio ricevono un finanziamento più generoso (fino al 75% dei costi ammissibili per le piccole imprese, 60% per le medie) rispetto alle grandi aziende (50%) e agli enti di ricerca (100% dei costi diretti più una flat rate del 25% per i costi indiretti). Questo meccanismo è pensato per incentivare la partecipazione delle PMI, che sono il motore dell’innovazione in Italia.
Per facilitare la formazione dei consorziali, la Commissione Europea mette a disposizione diverse piattaforme: il Partner Search Tool sul portale Funding & Tenders, gli NCP (National Contact Points) in ogni paese membro (per l’Italia è l’APRE — Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea), e gli eventi di networking come i Info Days e gli EU Brokerage Events.
I temi più interessanti per l’Italia nel 2026
Il Work Programme 2025-2026 del Cluster 5 include diversi temi (topics) particolarmente rilevanti per il contesto italiano.
Idrogeno verde nel Sud Europa. Diversi bandi finanziano progetti di dimostrazione di tecnologie per la produzione, lo stoccaggio e l’utilizzo di idrogeno verde nelle regioni meridionali dell’Europa, con focus specifico sull’integrazione delle rinnovabili e sulla riduzione dei costi dell’elettrolisi. Per l’Italia, con la sua costa meridionale esposta e la risorsa solare abbondante, questi bandi sono un’opportunità naturale.
Integrazione delle rinnovabili nelle reti elettriche. La transizione energetica italiana è frenata dalla capacità della rete di assorbire la produzione variabile delle rinnovabili. Horizon Europe finanzia progetti di ricerca su reti intelligenti, storage di lunga durata (batterie a ioni sodio, flow batteries, stoccaggio ad aria compressa), e tecnologie di demand response avanzate. Questi temi sono particolarmente interessanti per le aziende tecnologiche italiane che sviluppano soluzioni software e hardware per il settore energetico.
Efficienza energetica degli edifici storici. L’Italia ha il patrimonio edilizio più antico d’Europa, e la sfida di efficientare gli edifici storici senza alterarne il valore culturale è enorme. Horizon Europe finanzia progetti di ricerca su materiali isolanti trasparenti, tecnologie di retrofit leggero, e sistemi di building automation adattivi che rispettano i vincoli paesaggistici. Un tema perfetto per le università italiane di architettura e ingegneria, in collaborazione con imprese del settore.
Agrivoltaico e co-locazione. Horizon Europe sostiene la ricerca su sistemi fotovoltaici innovativi che consentano la co-locazione con attività agricole (agrivoltaico avanzato), acquacoltura (agri-voltaico sui laghi), o ripristino ambientale (fotovoltaico su discariche e terreni contaminati). Questi temi sono particolarmente rilevanti per l’Italia, dove la competizione per l’uso del suolo tra agricoltura ed energia è un tema politico sensibile.
Il processo di candidatura
La candidatura a un bando Horizon Europe segue un iter ben definito che richiede una preparazione accurata e tempi lunghi (tipicamente 3-6 mesi dalla prima idea alla presentazione).
Il primo passo è identificare il topic giusto sul portale Funding & Tenders. Ogni topic ha un documento di “topic description” che specifica l’ambito, gli obiettivi, il tipo di azione prevista (R&D, dimostrazione, innovazione, coordinamento), il budget disponibile e la data di scadenza.
Il secondo passo è costruire il consorzio. Usando il Partner Search Tool e le reti di contatti, devi trovare almeno due partner in altri paesi UE con competenze complementari alle tue. Un consorzio equilibrato ha tipicamente: un coordinatore (che gestisce il progetto), uno o due partner tecnologici, un partner di ricerca (università o centro di ricerca), e un partner di dimostrazione (che mette a disposizione un sito reale per testare i risultati).
Il terzo passo è scrivere la proposta, che si compone di tre parti: la proposta tecnica (Part B, max 50-70 pagine a seconda del tipo di azione), il piano di gestione del consorzio (Part A), e il budget dettagliato per ogni partner. La proposta deve essere caricata sul portale Funding & Tenders entro la scadenza, che è rigorosamente perentoria.
Le proposte vengono valutate da panel di esperti indipendenti su tre criteri: eccellenza (novità, ambizione, approccio scientifico), impatto (risultati attesi, diffusione, valorizzazione), e qualità della gestione (capacità del consorzio, pianificazione, gestione dei rischi). Il punteggio minimo per essere finanziati è 10 su 15 per ogni singolo criterio e 13 su 15 per la soglia complessiva.
Quanto si ottiene e come si gestisce il progetto
I finanziamenti Horizon Europe coprono i costi ammissibili del progetto secondo il modello della “reimbursement”: il consorzio spende, poi presenta le rendicontazioni e riceve il rimborso. Il tasso di finanziamento varia dal 50% al 100% a seconda del tipo di partner e di azione. Per le università e gli enti di ricerca, il finanziamento copre il 100% dei costi diretti più una flat rate del 25% per i costi indiretti.
La gestione finanziaria del progetto segue regole UE precise e richiede la nomina di un “legal representative” e di un “financial signatory” per ogni beneficiario. I rendiconti intermedi e finali sono verificati da revisori esterni, e in caso di irregolarità la Commissione può richiedere la restituzione dei fondi.
Per le PMI e le startup, esiste lo strumento dell’EIC Accelerator, che offre finanziamenti a fondo perduto (fino a 2,5 milioni di euro) ed equity investments (fino a 15 milioni di euro) per progetti altamente innovativi. L’EIC Accelerator ha procedure semplificate e tempistiche più brevi rispetto ai bandi standard del Cluster 5, ed è particolarmente adatto per le startup dell’energia che hanno già un prototipo e cercano finanziamenti per la commercializzazione.
Errori da evitare
Dopo anni di valutazioni, le ragioni di fallimento delle proposte italiane sono chiare e ricorrenti. Le tre più comuni sono: un consorzio debole (partner scelti per comodità e non per competenza), una proposta troppo “regionale” (che risolve un problema locale senza dimostrare valore europeo), e un budget irrealistico (troppo basso per fare quello che si promette, o troppo alto rispetto al risultato atteso). Prevenire questi tre errori aumenta significativamente le probabilità di successo.
Riferimenti:
- Commissione Europea, Horizon Europe — research-and-innovation.ec.europa.eu
- Funding & Tenders Portal — ftop.ec.europa.eu
- APRE, Punto di Contatto Nazionale Horizon Europe — apre.it
- Cluster 5 Work Programme 2025-2026 — documento programmatico ufficiale
- EIC Accelerator — eic.ec.europa.eu
- REA (Research Executive Agency) — agenzia di esecuzione per il Cluster 5
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