Quando si parla di fondi europei per le energie rinnovabili, il pensiero va subito ai grandi programmi di Bruxelles: Innovation Fund, LIFE, Horizon Europe, PNRR. Ma c’è un flusso di finanziamenti che scorre parallelo e che spesso offre opportunità più accessibili e meno competitive: i fondi del FESR, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, gestito direttamente dalle Regioni italiane attraverso i loro Programmi Operativi (POR). Per il periodo 2021-2027, l’Italia ha a disposizione circa 13,5 miliardi di euro di fondi FESR, e una quota rilevante è destinata alla transizione energetica. La differenza rispetto ai programmi europei centralizzati è che qui i bandi sono gestiti dalle singole Regioni, con regole, tempistiche e priorità che cambiano da una regione all’altra.
Come funziona il FESR per l’energia
Il FESR è uno dei cinque fondi strutturali dell’UE e ha l’obiettivo di ridurre le disparità tra le regioni europee. Per il periodo 2021-2027, una delle priorità trasversali del FESR è la “transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori” (Obiettivo Specifico 2). Questo significa che ogni Regione italiana ha destinato una quota del proprio POR FESR a interventi di efficientamento energetico, produzione da fonti rinnovabili e mobilità sostenibile.
La differenza fondamentale rispetto ai programmi centralizzati (Innovation Fund, Horizon Europe) è che il FESR è gestito a livello regionale. Ogni Regione elabora il proprio Programma Operativo, definisce le priorità di investimento, emette i bandi, riceve le domande, le valuta e eroga i fondi. Questo ha un vantaggio (bandi più vicini al territorio, spesso meno competitivi di quelli europei) e uno svantaggio (normative e procedure diverse in ogni Regione, impossibilità di pianificare a livello nazionale).
Quanto vale ogni Regione per l’energia
La distribuzione dei fondi FESR segue la logica della coesione territoriale: le regioni meno sviluppate (del Mezzogiorno) ricevono più fondi pro-capite rispetto a quelle più sviluppate (del Nord). Questo si riflette anche nella dotazione destinata alla transizione energetica. In generale, le Regioni del Sud allocano una quota maggiore del proprio POR FESR all’energia, perché il ritardo strutturale è più ampio e le necessità di investimento più pressanti.
Ecco una panoramica indicativa della dotazione FESR per la transizione energetica nelle principali regioni (dati basati sui POR approvati):
- Sicilia: circa 400 milioni destinati a efficienza energetica, rinnovabili e mobilità sostenibile. I bandi si concentrano suefficientamento dei pubblici, comunità energetiche e agrivoltaico.
- Campania: circa 350 milioni con focus suefficientamento del patrimonio edilizio pubblico, reti di teleriscaldamento e mobilità elettrica.
- Puglia: circa 300 milioni per rinnovabili, in particolare eolico offshore, idrogeno verde e efficientamento industriale.
- Calabria: circa 250 milioni con priorità sulle comunità energetiche nei comuni montani e sull’efficientamento degli edifici scolastici.
- Lombardia: circa 280 milioni per efficientamento industriale, smart grid e mobilità elettrica. I bandi lombardi sono tra i più competitivi.
- Emilia-Romagna: circa 220 milioni con focus su distretti industriali, comunità energetiche e idrogeno per la motorizzazione pesante.
- Toscana: circa 200 milioni perefficientamento del patrimonio pubblico, agrivoltaico e parchi solari su discariche esaurite.
- Lazio: circa 180 milioni con priorità suefficientamento ospedaliero e universitario, e su parchi solari.
Questi dati sono indicativi e cambiano nel tempo a seguito di riprogrammazioni. Per i dati aggiornati, occorre consultare il sito della singola Regione o il portale OpenCoesione del governo italiano.
Le tipologie di intervento finanziate
Le Regioni finanziano, attraverso i bandi FESR, diverse tipologie di intervento legati all’energia. Le più frequenti sono:
Efficienza energetica degli edifici pubblici. È la voce più diffusa in quasi tutti i POR regionali. Si tratta di bandi riservati ai Comuni, alle Province, alle ASL e ad altri enti pubblici per la riqualificazione energetica di scuole, ospedali, uffici, palestre e edifici culturali. Il contributo è generalmente a fondo perduto per una quota che varia dal 60% al 90% dei costi ammissibili (con il 90% riservato alle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno).
Comunità energetiche rinnovabili. Diverse Regioni (in particolare Sicilia, Calabria, Puglia, Marche) hanno emesso bandi specifici per la creazione di comunità energetiche, con contributi a fondo perduto per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, e per le spese di costituzione e gestione della CER. I bandi regionali per le CER sono spesso cumulabili con gli incentivi GSE, il che rende l’operazione economicamente molto attraente.
Agrivoltaico. Un filone emergente nei bandi FESR è il sostegno all’agrivoltaico avanzato — impianti fotovoltaici che coesistono con l’attività agricola senza comprometterla. Le Regioni del Sud (Sicilia, Puglia, Basilicata) hanno emesso bandi con contributi a fondo perduto fino al 50-60% per progetti di agrivoltaico che dimostrino un’integrazione reale tra energia e agricoltura.
Mobilità elettrica. Quasi tutte le Regioni finanziano, con fondi FESR, l’installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici (colonnine in aree pubbliche, fast-charge lungo le strade regionali) e la elettrificazione dei parchi veicoli delle amministrazioni pubbliche (autobus elettrici, auto di servizio, bici elettriche).
Come partecipare: la procedura pratica
La partecipazione a un bando FESR regionale segue procedure che variano da Regione a Regione, ma lo schema generale è comune.
1. Identifica il bando giusto. Ogni Regione pubblica i propri bandi sul proprio sito istituzionale (generalmente nella sezione “Bandi e gare” o “Fondi europei”) e sul portale bandieuropa.it. Iscriviti alle newsletter della tua Regione e del dipartimento competente per la transizione energetica.
2. Verifica i requisiti. I bandi FESR possono essere riservati a specifiche categorie di beneficiari (solo PMI, solo enti pubblici, solo consorzi) o a specifiche tipologie di intervento. Leggi attentamente il bando prima di iniziare a preparare la documentazione.
3. Prepara il progetto. Il progetto deve rispettare i criteri del bando e i “criteri di selezione” definiti nella graduatoria. In genere, i criteri di selezione valutano: la coerenza con gli obiettivi del POR, la qualità tecnica del progetto, l’impatto ambientale ed economico, la sostenibilità nel tempo e la replicabilità.
4. Presenta la domanda. La domanda si presenta online attraverso il portale della Regione (spesso tramite il sistema SIGECo o piattaforme equivalenti). La documentazione tipica include: progetto tecnico, preventivi dei fornitori, relazione tecnica, documentazione amministrativa dell’impresa o dell’ente.
5. Graduatoria ed erogazione. Le Regioni valutano le domande e pubblicano la graduatoria. Se il tuo progetto è approvato, ricevi una comunicazione formale e devi sottoscrivere la convenzione di concessione del contributo. L’erogazione avviene generalmente in due tranche: un acconto alla firma della convenzione e il saldo a conclusione dei lavori, previa rendicontazione delle spese sostenute.
Il nodo della spesa: perché i fondi FESR rischiano di essere persi
C’è un problema strutturale con i fondi FESR in Italia: la capacità di spesa. Nonostante i finanziamenti siano disponibili, molte Regioni faticano a spenderli nei tempi previsti. Le cause sono note: procedure autorizzative complesse, carenza di personale tecnico nelle amministrazioni, difficoltà delle imprese (specialmente le più piccole) a preparare progetti conformi ai requisiti europei, e ritardi nella realizzazione dei lavori per difficoltà di approvvigionamento.
Questo problema è particolarmente acuto nelle Regioni del Sud, che hanno i budget più ampi ma anche le amministrazioni meno dotate di risorse umane qualificate. Secondo i dati di monitoraggio del Dipartimento per la Coesione, al termine del 2025 la percentuale di spesa certificata dei fondi FESR per la transizione energetica si aggirava intorno al 35-40% nel Mezzogiorno e al 50-55% nel Centro-Nord.
Cosa significa questo per chi vuole accedere ai fondi? Che ci sono ancora risorse significative disponibili, ma che la finestra si sta restringendo. Il periodo di programmazione 2021-2027 ha una data di scadenza per la spesa (generalmente fine 2028, con possibili estensioni limitate), e le Regioni stanno accelerando l’emissione di bandi per evitare di perdere i fondi non spesi. Questo è un momento favorevole per presentare progetti: le Regioni sono più disponibili ad approvare domande per raggiungere i target di spesa.
Consigli pratici per accedere ai fondi FESR
Cerca un partner locale. Le Regioni apprezzano i progetti che coinvolgono attori locali (Comuni, unioni di Comuni, camere di commercio, consorzi di imprese). Avere il supporto del Comune dove si realizza il progetto facilita enormemente l’iter autorizzativo e aumenta il punteggio nella valutazione.
Semplifica il progetto. I progetti FESR non devono essere innovativi come quelli di Horizon Europe o dell’Innovation Fund. Un impianto fotovoltaico standard, ben progettato e ben realizzato, può essere finanziabile se risponde ai criteri del bando. Non complicare il progetto oltre il necessario.
Monitora OpenCoesione. Il portale OpenCoesione (opencoesione.gov.it) ti permette di verificare in tempo reale quanto ogni Regione ha speso dei fondi FESR assegnati, su quali interventi e con quali tempi. È uno strumento prezioso per capire quali Regioni sono più “generose” e più efficienti nella gestione dei fondi.
Affidati a un consulente. La preparazione di una domanda FESR richiede competenze specifiche (progettazione tecnica, normativa europea, rendicontazione) che non tutti hanno. Un consulente specializzato in fondi europei (non un commercialista generico) può fare la differenza tra un progetto finanziato e uno scartato per un difetto formale.
Riferimenti:
- Dipartimento per la Coesione, OpenCoesione — opencoesione.gov.it
- bandieuropa.it — Portale nazionale dei bandi europei
- Conferenza delle Regioni, POR FESR — regioni.it
- Commissione Europea, FESR 2021-2027 — cohesiondata.ec.europa.eu
- Ministero dell’Economia, Monitoraggio fondi strutturali
- Ogni singola Regione, sezione “Bandi e gare” / “Fondi europei”
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