Il Superbonus 110% ha cambiato il mercato dell’edilizia italiana. Poi è finito — o quasi. Nel 2026 esistono ancora situazioni residuali attive, pratiche avviate che seguono le vecchie regole e alcune casistiche specifiche. Questa guida fa il punto della situazione.
Cos’è rimasto del Superbonus nel 2026
Il Superbonus nella forma originale al 110% non è più applicabile per i nuovi lavori dal 2024. Le aliquote si sono progressivamente ridotte: 90% nel 2023, 70% nel 2024, 65% nel 2025. Nel 2026 non è prevista proroga per nuovi interventi.
Chi può ancora beneficiare di situazioni residuali:
- Lavori avviati e in corso con CILAS presentata entro le scadenze: se i lavori erano regolarmente avviati con le pratiche corrette entro i termini di legge, i SAL (stati avanzamento lavori) possono ancora essere liquidati
- Condomini con delibera assemblea entro i termini: alcune situazioni condominiali con iter avanzato seguono ancora le vecchie regole
- Pratiche con cessione del credito già autorizzata: i crediti ceduti prima delle restrizioni seguono le regole vigenti al momento della cessione
La regola pratica: se stai partendo da zero nel 2026, il Superbonus non è per te. Le alternative che seguono sono quello che ti serve.
Le migliori alternative al Superbonus nel 2026
Alternativa 1 — Detrazione 50% (Bonus Casa): Per fotovoltaico, ristrutturazioni, efficienza energetica. Recuperi metà della spesa in 10 anni. Valida fino al 31 dicembre 2026.
Alternativa 2 — Ecobonus: Per coibentazione, sostituzione infissi, caldaie (non a gas), pompe di calore. Aliquote tra il 50% e il 65% a seconda dell’intervento.
Alternativa 3 — Conto Termico 3.0: Contributo diretto GSE per pompe di calore e solare termico. Non serve avere IRPEF — ti pagano direttamente.
Alternativa 4 — Sismabonus: Per edifici in zone sismiche, interventi di riduzione del rischio. Aliquote fino all’85% in certi casi — ancora attivo nel 2026.
Il grande cambiamento: non si può più cedere il credito
Questa è la differenza che ha trasformato il mercato. Con il Superbonus originale l’installatore applicava lo sconto in fattura e recuperava il credito dallo Stato. Oggi nulla di tutto questo — paghi per intero e recuperi nella dichiarazione dei redditi in 10 anni.
Per chi non ha liquidità immediata, questo ha reso più difficile accedere agli incentivi. Le soluzioni:
- Finanziamento bancario dedicato agli interventi di efficienza energetica
- Alcune aziende offrono ancora formule di leasing o noleggio degli impianti fotovoltaici
- Comunità energetiche (che permettono di accedere ai benefici senza l’investimento iniziale)
Fonti: D.L. 212/2023 (fine cessione crediti), Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), ENEA. Aggiornamento: maggio 2026.
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